Reflusso gastrico: dieta e stile di vita

“Non la vita, ma la buona vita, deve essere principalmente apprezzata.” (5)

Bruciore retrosternale, e reflusso acido, sono questi i sintomi “tipici” della malattia da reflusso gastroesofageo.

È una problematica piuttosto comune che si verifica nel 30%-40% degli adulti. Di seguito, ti spiego di cosa si tratta, illustrandoti una strategia efficace per liberartene definitivamente.

Che cos’è il reflusso gastroesofageo?

Quando ingeriamo del cibo, dopo alcune prime trasformazioni che avvengono nella bocca, esso, attraverso l’esofago, giunge nello stomaco. Tra queste due strutture esiste una valvola, detta cardias, che si apre e chiude quando deve passare il cibo e ha il compito di impedire a quest’ultimo e ai succhi gastrici di risalire lungo l’esofago.

Il malfunzionamento del cardias, consente il reflusso del contenuto gastrico nell’esofago, causando il reflusso gastroesofageo.

Sono diversi i fattori che contribuiscono al suo cattivo funzionamento: l’aumento di peso, i cibi grassi, l’ernia iatale, il fumo di tabacco, il consumo eccessivo di caffè, lo stress, l’ansia e diversi farmaci.

I sintomi principali di chi soffre di reflusso gastroesofageo sono la pirosi, cioè la sensazione di bruciore di stomaco, e il rigurgito acido, cioè la risalita di contenuto gastrico acido fino alla gola. La sintomatologia si manifesta, generalmente dopo pasti abbondanti, in seguito a sforzo fisico o durante il riposo notturno.

È fondamentale rivolgersi al medico per la diagnosi, classicamente l’approccio terapeutico per la cura della malattia da reflusso si basa sulla correzione dello stile di vita e sulla terapia farmacologica.

Dieta e stile di vita

I sintomi del reflusso gastrico vengono aggravati dall’assunzione di alcuni cibi che aumentano l’acidità gastrica. Gli alimenti che si dovrebbero evitare sono: cibi fritti, sughi, salse a base di panna, cibi troppo cotti (ragù e bolliti di carne), alcolici e superalcolici, bevande gassate, piatti grassi e pronti, cibi e bevande troppo freddi o troppo caldi, spezie, formaggi grassi, pomodori, agrumi, margarina, burro, strutto, cioccolato, caffè, tè, menta, cipolla e aglio.

È importante sapere che, nel reflusso gastroesofageo, un ruolo saliente viene svolto dal nostro “stile” di vita, diventa infatti necessario consumare dei pasti piccoli e frequenti, mangiare lentamente, masticare con calma i bocconi, non coricarsi subito dopo i pasti, eliminare il fumo e non per ultimo ridurre il peso corporeo, ricordando di prestare attenzione non solo alla qualità dei cibi, ma anche alla quantità che viene assunta.

L’osteopatia per la cura del reflusso gastroesofageo

L’approccio viscerale è il metodo più naturale e completo per approcciarsi al reflusso gastroesofageo.

Il trattamento osteopatico, pianificato in base allo specifico caso clinico, lavora sulle fissazioni meccaniche e nel migliorare il funzionamento dei tessuti circostanti il cardias.

Agendo sulla meccanica viscerale e sulle tensioni delle strutture di contenimento come il diaframma, i trattamenti viscerali favoriscono la corretta funzionalità della giunzione gastroesofagea.

La combinazione tra trattamenti osteopatici, la valutazione della dieta e del regime alimentare eseguita da un professionista del settore e esercizi di respirazione mirati, il reflusso gastroesofageo potrà essere sconfitto, limitando, o addirittura eliminando l’assunzione di farmaci!

Ringrazio la dott.ssa Maria Rosa Guarrera nutrizionista, team Recta, per il prezioso contributo dato alla stesura di questo articolo.

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