Analisi bioenergetica: emozioni represse e tensioni muscolari

“Non la vita, ma la buona vita, deve essere principalmente apprezzata.” (12)

Partendo dal concetto di energia e proponendo il corpo come fondamento nell’intervento psicoterapeutico, Lowen sostiene che l’uomo civilizzato tenderebbe a razionalizzare e a verbalizzare a discapito del vissuto del corpo e degli affetti, censurando le emozioni.

A ciò si collega il fatto che le emozioni represse, o non espresse nell’infanzia, si trasformino in tensioni muscolari croniche che a loro volta inibiscono l’espressione di un’emozione. Per questo diviene necessario sciogliere una tensione muscolare al fine di liberare il ricordo del passato legato ad essa, e quindi di liberare l’energia trattenuta o repressa, attraverso esercizi bio-energetici.

Cos’è l’Analisi Bioenergetica?

È una tecnica che pone le sue fondamenta proprio sull’importanza dell’entrare in contatto con il proprio vissuto corporeo e con le sue sensazioni al fine di esorcizzare la depressione e l’inibizione delle emozioni represse. Questo sta a significare il fatto che “essere in contatto con il proprio corpo” vuol dire essere in contatto con se stessi con la parte più profonda di noi, evitando di conseguenza la depressione, l’ansia.

In questo senso ogni tensione ed ogni contrattura altro non sono che la manifestazione fisica di una “rigidità” e di una inibizione psicologica.

La teoria dell’analisi bioenergetica considera l’uomo da un punto di vista integrato mente-corpo. Se si sta male nella mente si sta male nel corpo e si sta male nel corpo si sta male nella mente;

👉 vedasi gli attacchi di panico, caratterizzati da sintomi corporei che vengono scatenati da pensieri intrusivi e da emozioni come la paura e le pre-occupazioni.

Pertanto la salute dì ognuno di noi è dunque condizionata dalle emozioni, dai legami affettivi e dall’ambiente (inteso clima comunicativo e relazionale) ma soprattutto dal respiro che è la funzione fondamentale che alimenta la vita degli esseri umani che condiziona e modifica l’emozione, ma anche l’emozione condiziona la qualità del respiro.

A cura della Dott.ssa M. Tiziana Milazzo, esperta Neuropsicologa e Psicoterapeuta del team Recta.

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